PREGHIAMO CON LA LEGGE

 

LO SCOUT E LA GUIDA SONO CORTESI

 

Signore,
la tua potenza non ti impedisce
di mostrare a noi una delicatezza infinita.
Non è moderno parlare di delicatezza
di rapporti e di cortesia,
perché si teme di cadere in un formalismo privo di contenuti:
ci tehiamo infatti alla autenticità.

Ma la cortesia è prima « essere » che « agire «,
è una qualità interna
di grandezza morale
che si manifesta esternamente
in gentilezza, affabilità e delicatezza di rapporti.

Siamo tutti contrari alle guerre e alla violenza,
ma poi abbiamo poca sensibilità ad evitare,
o a superare positivamente,
i piccoli ma fastidiosi attriti della vita quotìdiana.

Rozzezza di rapporti, irritabilità,
scontrosità, puntigliosità, atteggiamento scostante,
spontaneismo non controllato
significano che siamo chiusi
stiticamente nel nostro egoismo
e non aperti all’altro.

Per tuo dono
siamo tutti diversi l’uno dall’altro:
per questo la stima e l’amicizia che nutriamo nel nostro cuore,
proprio perché siamo spirito e corpo,
si dovrà manifestare esternamente
con mezzi espressivi adeguati ed originali.

Cortesia significa anche fantasia e creatività,
perché, se abbiamo un sorriso uguale per tutti
e un comportamento standardizzato,
dimostriamo di non saper cogliere l’unicità dell’altro.

La Cortesia richiede tempo per sé e per gli altri,
è una virtù che si conquista passo dopo passo,
che richiede un allenamento serio e continuo,
che richiede un impegno a crescere in sensibilità.

La cortesia da spazio libero all’altro,
gli da aria
e gli consente di espandersi,
sorvola su ciò che può imbarazzarlo
e scoraggiarlo,
lo aiuta a sentirsi apprezzato
e considerato non per ciò che produce
ma per ciò che è

Signore,
aiutaci ad essere cortesi con tutti,
ma soprattutto con gli « ultimi » del vangelo:
i vecchi, i poveri, i meno dotati...;
facci forti di carattere,
per essere sempre delicatissimi
e cortesi con tutti.

D.L.J.




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