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LA
LEGGE SCOUT Art 2 : L'ESPLORATORE E' FEDELE |
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Il
secondo articolo della Legge scout (A Scout is loyal) viene tradotto in
italiano con: L’Esploratore è leale . E’ la versione tradizionale adottata sin dalla fondazione dello scautismo in Italia. C’è solo un piccolo inconveniente: la parola inglese Ioyal non significa “ leale” (1), ma “ fedele”. A me pare che tradurre leale non solo non rende il senso letterale originario di B.-P., ma costituisce un impoverimento della sua idea. Mentre non si può essere fedeli senza essere leali, non è vero il contrario: la lealtà non include necessariamente la fedeltà. Pensiamo a due coniugi che non si amino più e che anzi provino un sentimento per altre persone. Possono comportarsi con lealtà reciproca — e cioè con franchezza, sincerità, onestà — dicendosi tutto: ma la loro fedeltà sarà probabilmente venuta meno. D’altronde ricordo che i miei Capi Riparto, nello spiegarci la Legge articolo per articolo (perché allora si usava così), avevano qualche difficoltà nel differenziare nettamente l’art. 2 dall’art. 1 (L’Esploratore considera suo onore meritare fiducia), e dovevano rifugiarsi nel comportamento esteriore (Io scout leale come persona schietta, che si comporta senza infingimenti, che dice pane al pane e vino al vino...). Che èimportante, naturalmente, ma è solo la proiezione esterna di un‘ atteggiamento interno. Se ridotto alla sola dote della lealtà, l’atteggiamento interno dell’art. 2 è effettivamente assai vicino a quello dell’art. 1. Se invece èriferito al concetto di “fedeltà”, copre una gamma di valori più ampia e diversa. Un’altra osservazione di vocabolario. L’inglese ha due termini per indicare il concetto di “fedele”: loyal e faithful. I due termini sono molto vicini, ma non sinonimi: una sfumatura di differenza c’è. Faithful implica una costante, ferma adesione ad una persona o ad una istituzione cui uno è legato da un giuramento, da un obbligo religioso o giuridico ecc. (2); Loyal implica un saldo attaccamento ad una persona, a una causa o ad un’istituzione che uno ritiene in coscienza di dover appoggiare o difendere, per scelta o convinzione personale. Una moglie è faithful, un amico è loyal. E interessante che — sottolineando la fedeltà che (secondo il testo completo di B.-P. dell’art. 2) lo scout deve “al Re, alla patria, al suo Capo Riparto, ai suoi genitori, ai suoi datori di lavoro e ai suoi sottoposti” —B.-P. abbia usato Ioyal senza esitare, anche se in qualcuna delle accezioni sarebbe andato bene anche faithful. B.-P. ha inteso sottolineare, a mio avviso, che il dovere di fedeltà dello scout nasce, non già da un obbligo religioso o giuridico, ma da un impegno liberamente assunto con la Promessa scout. Anche se poi previsto da una norma giuridica (p.es. nei confronti del Re), la fedeltà dello scout non può essere che loyalty, perché a monte vi è l’impegno personale della Promessa. Mi si dirà che la Legge scout va attualizzata e che, tanto più traducendola in altra lingua, è lecito fare adattamenti al sentire e alle esigenze di oggi. Ma, appunto, oggi c’è più bisogno di lealtà o di fedeltà? A me pare che vi sia più bisogno di FEDELTA'. Ho detto che la fedeltà include la lealtà e non viceversa. E la fedeltà è una dimensione essenziale dell’animo umano troppo spesso oggi assente. E più facile trovare persone leali (che parlino chiaro, che dicano quello che pensano) piuttosto che persone fedeli (ai propri principi, alle proprie amicizie, alla propria storia). Ma è proprio questa dimensione —che non è solo il parlar chiaro, ma il pensare retto e il non cambiar pensiero ad ogni volger di vento, come banderuole — questa serietà e coerenza, questa strutturazione interiore che forma l’ossatura del carattere forte di B.-P. Perciò mi auguro che col volger del tempo in tutte le associazioni scout italiane si inizi a dire: art. 2, l’Esploratore è fedele . |
Mario
Sica |
(1) Manca un’esatta
traduzione inglese di “leale”, che sarà volta a volta
straight, straightforward, honest, frank, open, ecc. |